SLOWLIFE FRA ERBE E FIORI

Km0

Erbe a Km0: il basilico

Botanica

Si tratta di una pianticella alta 30 – 50 cm, cespugliosa e quasi glabra, che appartiene, come la menta, la melissa e numerose altre erbe aromatiche alla famiglia delle labiate, piante erbacee fruticose o suffruticose, con fusto grossomodo quadrangolare, e foglie opposte od alterne prive di stipole.

I fiori recano entrambi i sessi e presentano una corolla caratteristicamente labiata, e labbro superiore intero o a due lobi e labbro inferiore a tre lobi. L’impollinazione è entomofila, ossia ad opera di insetti. Il frutto è composto da quattro piccoli acheni ed è dirompente, ossia si apre lanciando i semi. La famiglia delle labiate comprende 3.000 specie diffuse nelle regioni calde o temperate.

Il basilico (Ocinum basilicum) è probabilmente originario dell’India dove, sebbene fosse usato raramente in cucina, era considerato un’erba sacra. In Europa Centrale e oltre viene coltivato fin dall’antichità ed oggi lo si associa tradizionalmente alla cucina mediterranea, ma gode di una tale popolarità da essere divenuto un’erba da vaso anche in regioni molto più settentrionali. Fiorisce da giugno a settembre, con fiorellini bianco-giallastro o rossicci, disposti in gruppi di sei in verticilli formanti un’infiorescenza.

Le foglie sono ovali o romboidali, lunghe da 3 a 5 cm. intere o crenate.

Coltivazione

Si tratta di una pianta annuale, semirustica, che necessita di terreni leggeri, soleggiati e ben drenati. Il basilico va seminato in marzo, in vasi o terrine riempiti con terriccio da seme. Le piantine si devono ripicchettare appena possibile. Verranno poi trapiantate all’aperto in maggio in file distanziate fra loro di 40 cm. lasciando 30 cm fra una piantina e l’altra. In maggio è anche possibile seminare il basilico direttamente a dimora, lasciando fra le file di semi una distanza di 40 cm e diradando le pianticelle a 30 cm una volta spuntate. Se il basilico viene coltivato solo come erba aromatica si consiglia di eliminare le infiorescenze regolarmente appena si formano, per favorire lo sviluppo delle foglie.

Uso

Con il suo forte profumo aromatico ed il suo caratteristico sapore il basilico rappresenta una delle erbe più seducenti. In cucina se ne utilizzano soprattutto le foglie, raccolte fresche o conservate, che tagliuzzate semplicemente con le forbici possono trasformare piacevolmente una semplice insalata verde o una di cetrioli crudi e pomodori. È però indicato particolarmente per tutte le insalate cotte, quelle con uova sode, e sui piatti a base di peperoni e melanzane. L’uso per cui è comunque più conosciuto è quale ingrediente principale del pesto genovese.

Il basilico ha anche un uso medicinale. La parte utilizzata in questo caso è soprattutto l’infiorescenza, raccolta in estate. La denominazione in erboristeria distingue infatti fra “erba basilici”, cioè l’infiorescenza, e “basilicum” cioè le foglie usate a scopo alimentare. L’ “erba basilici” è utile contro i dolori di stomaco, il meteorismo, i catarri intestinali, esercita un’azione sedativa sul sistema nervoso e pare stimoli la secrezione lattea. La si somministra quale infuso. La dose raccomandata è di 1-2 cucchiaini di “erba basilici” secca, lasciata in infusione per circa 15 minuti in 250 ml di acqua bollente. Se ne beve una tazza in caso di necessità. I principi attivi contenuti nel basilico sono olio essenziale con metilcavocolo (estragolo) linalolo, cineolo, tannini, saponina.

Conservazione

Le foglie si prestano ottimamente alla congelazione ma l’aroma ne risente. Il metodo migliore di conservazione appare ancor oggi quello sott’olio. Le infiorescenze vanno invece fatte seccare. S4TYHL���O���

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