SLOWLIFE FRA ERBE E FIORI

Km0

Erbe a Km0: L’alliaria

(Alliaria Officinalis o A. Petiolata)

Pianta di pianura essenzialmente, cresce ai margini dei boschi e su macerie, discariche di inerti. È una delle piante colonizzatrici in quanto dispone di un’ampia tolleranza ecologica. Può essere alta una ventina di centimetri o fino ad un metro. Spunta in aprile e scompare in estate. Le sue foglie sono reniformi verso il basso, a cuore nella parte alta della pianta, i fiori sono piccoli, bianchi dotati di 4 petali a croce (l’alliaria appartiene alle crucifere, come la senape) e disposti ad ombrella sulla sommità dei gambi. Da essi si formano baccelli lunghi fino a 8 cm che contengono piccoli semi neri. Produce un’essenza dal forte aroma di aglio che fa si che le sue foglie, soprattutto le più tenere possano venir usate per aromatizzare le insalate. Tanto più che, come l’aglio orsino, non fa sì che il consumatore “sappia di aglio” dopo il pranzo. Se ne utilizzano anche i semi per preparare una sorta di “senape” casalinga tritando in un mortaio i semi con aceto e sale sinché non si ottiene una sorta di crema.

È possibile anche un “pesto di alliaria” : mescolare 100 gr. di foglie tenere con pinoli o noci, olio d’oliva e sale. Tritare nel mixer fino all’ottenimento di una “pasta” della consistenza del pesto.

La pianta non può essere essiccata perché perde l’aroma. Potete però congelarla in foglie.

Il problema con piante dall’ampia tolleranza ecologica come l’alliaria è che possono crescere su substrati inquinati come appunto le macerie. Inoltre, essendo aromatiche, attirano i cani cui piace “alzare la zampa” su di esse per coprirne l’odore con il proprio. Perciò fate attenzione a dove la raccogliete.

È possibile comunque coltivarla sul balcone, in terra comune, povera, esponendola a nord al riparo dal sole e fornendole acqua in abbondanza. Se invece volete coltivarla in giardino, non ponetela sotto gli alberi come di primo acchito si penserebbe di fare. L’alliaria danneggia l’equilibrio albero-funghi che si è certamente instaurato fra le radici dell’albero stesso e finirebbe per causare danni alle piante. kGJ:@t��

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