SLOWLIFE FRA ERBE E FIORI

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I frutti del passato: L’Azzeruolo (Crataegus azarolus)

La pianta/ cespuglio appartiene alla famiglia delle “Rosacee” come meli, peschi e ciliegi, raggiunge una altezza massima di 4 – 8 metri, è molto longeva, rustica, quindi assai resistente, fiorisce a tarda primavera regalandoci una vera nuvola di fiori bianchi – la vedete nell’intestazione della pagina – e dona in settembre piccoli frutti simili a mela aciduli e saporiti.

Ha, agli occhi della “Grande Distribuzione” un difetto immenso: il frutto non si conserva e non può quindi venir commercializzato tramite i normali canali. Così, se la pianta negli scorsi secoli godeva di grande successo, oggi è stata dimenticata ed è in via di estinzione.

Rappresenterebbe invece la pianta ideale da coltivare in agriturismo, là dove il consumo è immediato e l’offerta di varietà antiche sconosciute rappresenta un plus di marketing.

Ne esistono 3 varietà, il bianco ed il rosso d’Italia ed il giallo del Canadà, detto anche “azzeruolo invernale” perché più tardivo. La pianta è autosterile, quindi per avere i frutti occorre piantarne almeno un paio di varietà. Ma la sua bellezza, le foglie scure, i fiori bianchi riuniti in corimbi, le bacche rosse o gialle dal diametro fra i 2 -4 cm, che se non raccolte perdurano in inverno alimentando gli uccelli, lo rendono ideale anche come pianta da siepe. Si tratta di una pianta spinosa, pertanto ancor più adatta come siepe, sia difensiva che come supporto alla nidificazione degli uccelli.

Le sue bacche comunque, dolci – la varietà più dolce è il “giallo del Canada” – , acidule e aromatiche sono perfette sia da mangiare fresche che per la preparazione di confetture, liquori o come frutti sotto grappa.

In cucina – fate attenzione a togliere i semi, piuttosto duri – arricchiscono le insalate miste  e le macedonie di frutta conferendo loro un sapore nuovo, fresco e originale. Rappresentano anche una fonte interessante di Pro vitamina A il che rende l’azzeruolo un ottimo antiossidante, con proprietà ipotensive e cardiotoniche.

Originario dell’Asia Minore ma “italianizzato” da millenni ne potrete trovare qualche esemplare inselvatichito sui pendii collinari ben esposti in Piemonte, Lombardia, Liguria e Emilia.

Lo potrete comunque acquistare presso i vivai specializzati. Dategli una possibilità! Potrebbe stupirvi.

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